{"id":6992,"date":"2019-04-04T14:54:26","date_gmt":"2019-04-04T14:54:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.geniorelax.it\/?page_id=6992"},"modified":"2019-04-04T14:54:26","modified_gmt":"2019-04-04T14:54:26","slug":"il-rilassamento-2","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.innovarelax.it\/sito\/il-rilassamento-2\/","title":{"rendered":"Il Rilassamento"},"content":{"rendered":"<section class=\"l-section wpb_row height_medium\"><div class=\"l-section-h i-cf\"><div class=\"g-cols vc_row type_default valign_top\"><div class=\"vc_col-sm-12 wpb_column vc_column_container\"><div class=\"vc_column-inner\"><div class=\"wpb_wrapper\"><div class=\"w-image align_none animate_afc\"><div class=\"w-image-h\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"200\" src=\"https:\/\/www.innovarelax.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/rilassamento.gif\" class=\"attachment-large size-large\" alt=\"\" \/><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/section><section class=\"l-section wpb_row height_medium\"><div class=\"l-section-h i-cf\"><div class=\"g-cols vc_row type_default valign_top\"><div class=\"vc_col-sm-12 wpb_column vc_column_container\"><div class=\"vc_column-inner\"><div class=\"wpb_wrapper\">\n\t<div class=\"wpb_text_column \">\n\t\t<div class=\"wpb_wrapper\">\n\t\t\t<p>Il termine rilassamento \u00e8 un termine molto familiare, tanto che il senso comune \u00e8 sufficiente per intuirne immediatamente il significato. Tuttavia risalire ad una precisa definizione operativa di che cosa sia non \u00e8 altrettanto semplice.Indice [nascondi]\u00a0<strong>Definizioni<\/strong><br \/>\nUna prima definizione potrebbe essere di tipo negativo: il rilassamento non \u00e8 uno stato di tensione. D\u2019altra parte anche la tensione pu\u00f2 essere definita come assenza di rilassamento. L\u2019evidente rischio di una definizione negativa \u00e8 un\u2019infruttuosa circolarit\u00e0 esplicativa.<br \/>\nAllo stesso modo, ma pi\u00f9 precisamente si potrebbe sostenere che la risposta di rilassamento del corpo \u00e8 l\u2019opposto della risposta di reazione. La risposta di reazione mobilita i meccanismi di difesa dell\u2019organismo per affrontare le minacce esterne ed \u00e8 essenziale come sistema di autodifesa in situazioni di pericolo. La conseguenza di questa risposta sono lo stress e l\u2019ansia che per\u00f2, in dose eccessiva o in situazioni improprie cio\u00e8 in presenza di attivazioni croniche, possono portare a conseguenze negative per la salute. Da qui la risposta di rilassamento contribuirebbe a preservare invece lo stato di salute dell\u2019organismo dalle reazioni alle variazioni dell\u2019ambiente circostante. In tal senso sarebbe quindi un riflesso naturale ed innato, esattamente come la risposta di reazione. Pur accettando una definizione negativa, si rende in ogni caso necessario guardarsi dal concludere che l\u2019assenza di tensione o l\u2019assenza di reazione implichino assenza di movimento. Il rilassamento pu\u00f2 al contrario essere considerato come un\u2019abilit\u00e0 motoria. Per le teorie dell\u2019apprendimento motorio, infatti, il rilassamento consisterebbe nell\u2019abilit\u00e0 di controllare l\u2019attivit\u00e0 muscolare, in modo che i muscoli non specificamente coinvolti in un determinato compito rimangano quieti, mentre quelli direttamente coinvolti lavorino con lo sforzo minimo necessario per raggiungere l\u2019obiettivo desiderato. In quest\u2019ottica il rilassamento predisporrebbe ad una prestazione ottimale, dove per ottimale si intende una prestazione le cui caratteristiche sono un\u2019alta resistenza all\u2019affaticamento ed un economico consumo di energia.<br \/>\nSul vocabolario della lingua italiana alla voce rilassamento vengono indicati due differenti significati: da un lato \u201callentamento e decontrazione\u201d che si riferiscono alla sola componente muscolare dello stato, e dall\u2019altro \u201cdistensione psichica, serenit\u00e0 e svago\u201d che si riferiscono invece alla componente psicologica. Sembra essere implicita in queste definizioni la staticit\u00e0 intrinseca dello stato, derivante da una concezione di senso comune del suo significato. Peraltro sempre le teorie dell\u2019apprendimento motorio sottolineano come il movimento, ad esempio in una performance di abilit\u00e0 (si pensi alla prestazione ideale di un atleta), sia caratterizzato da coordinazione, grazia, leggerezza ed armonia nonch\u00e9 precisione e virtuosismo, tutte caratteristiche che vengono esaltate da uno stato di rilassamento di sottofondo dell\u2019atleta e non gi\u00e0 di tensione. Il rilassamento diviene quindi assenza di ansiet\u00e0, di inibizione e di movimenti estranei, assumendo connotati ben pi\u00f9 complessi di quanto si potesse immaginare.<br \/>\nCi\u00f2 che emerge da queste ultime considerazioni \u00e8 un\u2019idea di rilassamento come un\u2019abilit\u00e0, come qualche cosa di attivamente perseguito e perseguibile. L\u2019idea comune secondo cui questo stato sia passivo e raggiungibile senza alcun impegno particolare da parte dell\u2019individuo non \u00e8 pertanto sostenibile.<br \/>\nIn sintesi si pu\u00f2 quindi sostenere che il rilassamento si riferisce ad un particolare stato psicofisiologico, caratterizzato da modificazioni specifiche dell\u2019attivit\u00e0 dell\u2019organismo da un lato (la principale \u00e8 la riduzione della tensione muscolare) e da sensazioni psichiche percepite introspettivamente come benessere, serenit\u00e0 e tranquillit\u00e0 dall\u2019altro. Un tale stato pu\u00f2 sia predisporre ad un\u2019azione efficace ed efficiente sia migliorare lo stato psicofisico dell\u2019individuo.<br \/>\n<strong>Misurazione del rilassamento<\/strong><br \/>\nE\u2019 possibile distinguere fra misure di carattere oggettivo e misure di carattere soggettivo. Non si tratta di una distinzione che discrimina in termini di validit\u00e0, anche se le misure oggettive mostrano inevitabilmente maggiore validit\u00e0 statistica, quanto piuttosto di una distinzione rilevante per il suo ambito di applicazione, di ricerca vs clinico.<br \/>\n<strong>Misure oggettive<\/strong><br \/>\nLe misure principali indicative del raggiungimento di uno stato di rilassamento sono quelle fisiologiche. In primis la risposta galvanica cutanea (o Galvanic Skin Reaction, GSR), ma anche l\u2019elettroencefalografia (EEG) e l\u2019elettromiografia (EMG).<br \/>\nIl GSR si riferisce alle modificazioni delle propriet\u00e0 elettriche della pelle (in particolare resistenza cutanea e conduttanza cutanea) a livello di alcune zone specifiche del corpo, come ad esempio le dita delle mani. Le ricerche psicofisiologiche sulle variazioni GSR hanno evidenziato significative modificazioni durante compiti sia motori che intellettivi. Durante lo stato di rilassamento viene classicamente riportato un aumento della resistenza cutanea. Questo andamento rimane del tutto distinto dal pattern riscontrabile in un soggetto in stato di ipnosi, il che dimostra tra l\u2019altro che ipnosi non \u00e8 sinonimo di rilassamento.<br \/>\nL\u2019EEG permette di avere un\u2019idea dell\u2019attivit\u00e0 generalizzata della corteccia cerebrale, attraverso una dozzina di elettrodi posizionati sulla testa in punti standard. Un sistema di amplificazione e di registrazione produce simultaneamente una serie di tracce, corrispondenti alle variazioni di voltaggio fra le coppie di elettrodi. L\u2019EEG permette di discriminare tra ritmi a, \u00df, d e ?. Particolarmente rilevanti sono il ritmo \u00df (frequenze maggiori di 14 Hz), correlato con lo stato di normale attivazione della corteccia durante la veglia e durante il sonno REM e il ritmo a (frequenze comprese tra 8 e 13 Hz), associato allo stato di veglia rilassata. I ritmi ? (4-7 Hz) e d (meno di 4 Hz) sono piuttosto lenti e corrispondono a specifiche fasi del sonno. Durante il rilassamento e prima di scivolare nella fase di sonno, i ritmi cerebrali passano da una situazione \u00df ad una situazione a.<br \/>\nL\u2019EMG di superficie misura l\u2019attivit\u00e0 elettrica muscolare, cio\u00e8 il potenziale di campo elettrico risultante dalla sovrapposizione dei potenziali d\u2019azione delle singole fibre muscolari, attive entro un raggio massimo di 15 mm di distanza dagli elettrodi. Durante lo stato di rilassamento si registra normalmente una diminuzione dell\u2019attivit\u00e0 muscolare e dei tracciati elettromiografici dei muscoli corrispondenti.<br \/>\nAltre risposte fisiologiche possono essere utilizzate e sono indici altrettanto validi dello stato di rilassamento e sono il consumo di ossigeno, la frequenza respiratoria, la frequenza cardiaca, la pressione sanguigna e la temperatura corporea. La maggior parte di questi parametri si riduce sensibilmente durante lo stato di rilassamento.<br \/>\n<strong>Misure soggettive<\/strong><br \/>\nAltrettanto importanti e indicative sono le misure soggettive, come la raccolta di dati introspettivi circa le sensazioni avvertite dalle persone durante il rilassamento. Tipicamente vengono riportate sensazioni di pace, calma, tranquillit\u00e0, leggerezza o al contrario pesantezza. Anche se alcuni studiosi, ad esempio lo psicofisiologo Edmund Jacobson, sottolineano come spesso una sensazione introspettiva di rilassamento non corrisponda ad un effettivo stato di rilassamento muscolare. In ambito terapeutico pu\u00f2 essere utile aiutare una persona ad interiorizzare il criterio di misura della propria tensione prima del rilassamento. Si pu\u00f2 ad esempio collocare convenzionalmente la sensazione soggettiva di tensione lungo una scala che va da zero a cento, dove cento rappresenta la sensazione massima di tensione e zero quella nulla o la minima possibile. Si pu\u00f2 aiutare il paziente a rendere reale dentro di s\u00e9 la possibilit\u00e0 di misurare la propria tensione, chiedendogli di pensare ad un evento della propria vita in cui abbia provato una forte tensione nel corpo, nei muscoli oppure un\u2019emozione avvertita sul piano fisico, ad esempio un aumento del battito cardiaco o una forte sudorazione conseguite ad una forte rabbia o ad uno spavento. Tale evento verr\u00e0 collocato all\u2019estremit\u00e0 massima del continuum della scala e servir\u00e0 come riferimento per posizionare e classificare le successive sensazioni di progressiva riduzione della tensione.<br \/>\n<strong>Metodi e tecniche di rilassamento<\/strong><br \/>\nI metodi e le tecniche di induzione di rilassamento sono piuttosto difficili da classificare, poich\u00e9 spesso impiegano una combinazione di strategie e metodologie differenti. Una prima classificazione delle tecniche distingue tra quelle fisiche e quelle non fisiche o mentali. Facendo invece riferimento alla dettagliata analisi proposta da Michael J. Alter, MS in educazione alla salute alla Florida International University, \u00e8 possibile distinguere cinque differenti categorie di metodi per la facilitazione del rilassamento:<br \/>\n1. Approccio somatico o fisico.<br \/>\n2. Modalit\u00e0 fisiologiche terapeutiche.<br \/>\n3. Approccio cognitivo.<br \/>\n4. Biofeedback.<br \/>\n5. Utilizzo di sostanze farmacologiche.<br \/>\nAllo stato attuale delle conoscenze scientifiche non \u00e8 possibile definire quale delle tecniche sopra riportate sia la pi\u00f9 sicura, la pi\u00f9 efficace e la pi\u00f9 efficiente. La scelta dipende da numerosi fattori che devono essere valutati coscienziosamente, fra cui lo stato psicofisico del soggetto, l\u2019obiettivo da raggiungere, la sicurezza della tecnica, la possibilit\u00e0 di effettuarla da soli o al contrario la necessit\u00e0 di assistenza, l\u2019uso di particolari apparecchiature, il tempo disponibile e i costi.<br \/>\n<strong>Approccio somatico<\/strong><br \/>\nAppartengono a questa categoria tecniche specifiche di stretching, di respirazione e di movimento, il massaggio, l\u2019acupressione, la manipolazione e l\u2019aggiustamento chiropratico.<br \/>\n<strong>Modalit\u00e0 fisiologiche terapeutiche<\/strong><br \/>\nQueste tecniche sfruttano le propriet\u00e0 di supporti esterni quali il freddo, il calore, i raggi laser, la trazione o gli aghi.<br \/>\n<strong>Approccio cognitivo<\/strong><br \/>\nAppartengono a questo tipo di approccio le tecniche mentali, che non si avvalgono di supporti fisici esterni come nel caso delle tecniche somatiche e fisiologiche. In alcuni casi per\u00f2 alcune di queste tecniche sono il risultato di una combinazione con gli approcci somatici. \u00c8 bene precisare che all\u2019approccio cognitivo appartengono tecniche che spesso differiscono fra loro nella metodica, ma non nella teoria o nei principi sottostanti. Fra le varie tecniche ricordiamo il Rilassamento Muscolare progressivo di Jacobson, la Relaxation Response di Benson, il Metodo dei Riflessi Opposti di Meadel, il Rilassamento D.A.C. di Dumont-Abrezol, il Rilassamento Dinamico secondo Caycedo, il Rilassamento Frazionato di Vogt, il Training autogeno, la Tecnica naturale antistress. A questo tipo di tecniche si possono associare anche la meditazione trascendentale ed altre versioni di meditazione con fini non espressamente religiosi o filosofici.<br \/>\n<strong>Biofeedback<\/strong><br \/>\nSi tratta di tecniche che si avvalgono di speciali apparecchiature che restituiscono un feedback istantaneo di eventi fisiologici interni ad un soggetto, ad esempio la frequenza cardiaca (HR) o la variabilit\u00e0 della frequenza cardiaca (HRV), ma anche la risposta galvanica cutanea (GSR) o l\u2019EEG, attraverso dispositivi visivi o acustici. Attraverso questi dispositivi le persone possono rendersi conto e manipolare direttamente le proprie funzioni vitali, semplicemente concentrandosi sui segnali elettronici che indicano il loro livello di attivazione. L\u2019idea di fondo \u00e8 quindi che attraverso il biofeedback sia possibile riconoscere una funzione biologica e, grazie a questo riconoscimento, sia in seguito possibile anche controllarla.<br \/>\n<strong>Utilizzo di sostanze farmacologiche<\/strong><br \/>\nEsistono numerosi medicinali che riducono la tensione e facilitano il rilassamento, in alcuni casi non senza potenziali rischi. Fra queste ricordiamo i farmaci miorilassanti, che vengono utilizzati per ridurre gli spasmi muscolari cronici o la spasticit\u00e0 da sclerosi multipla o da altri danni neurologici. Agiscono principalmente sul sistema nervoso centrale, differendo pertanto nel meccanismo d\u2019azione dai miorilassanti utilizzati in anestesia che bloccano la trasmissione a livello della placca neuromuscolare. Le benzodiazepine (diazepan in particolare) e la tizanidina (che \u00e8 un alfa 2 agonista introdotto da poco) sono i due farmaci pi\u00f9 utilizzati per indurre un effetto miorilassante in pazienti con spasmi muscolari di varia origine, ma non affetti da danni del Sistema Nervoso Centrale. L\u2019effetto collaterale comune \u00e8 la sonnolenza.<\/p>\n\n\t\t<\/div>\n\t<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/section>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il termine rilassamento \u00e8 un termine molto familiare, tanto che il senso comune \u00e8 sufficiente per intuirne immediatamente il significato. Tuttavia risalire ad una precisa definizione operativa di che cosa sia non \u00e8 altrettanto semplice.Indice [nascondi]\u00a0Definizioni Una prima definizione potrebbe essere di tipo negativo: il rilassamento non \u00e8 uno stato di tensione. 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